Italia: Lettera Aperta al Ministro Severino Stampa
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Scritto da Achille Della Ragione   
Venerdì 20 Gennaio 2012 16:56

Italia: Lettera Aperta al Ministro Severino  

Gentile signora Severino,
sono napoletano come Lei, medico e scrittore attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia, ed ho molto apprezzato il Suo toccante discorso in occasione della visita del Santo Padre, per cui desidero ringraziarLa, anche a nome dei miei compagni di sventura.
Lei non ha potuto vedermi, perché la mia domanda (cattiva), per quanto condivisa dai cappellani, è stata censurata dalla segreteria del Pontefice.

In ogni caso è stata pubblicata da numerosi quotidiani sotto forma di lettera al direttore: << Santità, Lei pensa che i nostri governanti, che ci costringono a vivere stipati in celle di 15 mq. in 6, ma altrove anche in 8 e in 16, mentre le norme europee prevedono che un maiale abbia a disposizione 10 mq., saranno condannati alle pene dell’inferno? >>
Le Sue lodevoli proposte di sfollamento delle carceri saranno insufficienti, perché potranno interessare poche migliaia di detenuti, per cui La invito ad un atto di coraggio e di proporre al Parlamento un più ampio provvedimento di clemenza: un indulto di tre anni, accompagnato da un’amnistia, in grado di sfoltire una marea di procedimenti destinati in gran parte alla prescrizione.
Colgo l’occasione per sottoporLe una mia proposta che, nonostante abbia prospettato da tempo alla direzione, non ha finora ricevuto risposta.
Ho la fortuna che mia figlia e mio genero siano commissari europei e, dopo aver consultato tutti i presidenti delle commissioni, mi hanno assicurato, in tempi brevissimi, la disponibilità di 100.000 euro per una o più iniziative a favore dei reclusi di Rebibbia.
Il mio sogno è che si possa permettere - a costo zero - l’ opportunità di ricevere ed inviare mail a parenti ed amici, grazie al finanziamento della Comunità Europea.
Oggi viviamo in un villaggio globale, le informazioni circolano in tempo reale, anche nel terzo mondo, ma evidentemente i nostri penitenziari appartengono al quarto mondo.
I telegrammi costano tanto (ben pochi possono permetterseli) ed arrivano dopo giorni. I colloqui sono per molti impossibili. Pensiamo agli stranieri (sono nostri fratelli), che costituiscono oramai il 40% della popolazione carceraria e sono in continuo aumento, essi non vedono da anni la moglie e i figli, mentre potrebbero vedersi e dialogare attraverso Skype con le famiglie lontane migliaia di chilometri.
Naturalmente la posta elettronica in arrivo ed in partenza, a differenza di quella tradizionale che gode della segretezza, potrebbe avere un filtro censorio.
Quante volte vi è la necessità improcrastinabile di contattare un legale o si vive nell’angoscia per un familiare gravemente ammalato.
Rimanere in contatto costante con i propri cari è l’unico rimedio che conosco per sopportare la sofferenza, la solitudine, la malinconia.
Se non si ha l’energia per la realizzazione di un’iniziativa del genere, che ci porrebbe una volta tanto all’avanguardia in Europa, avanzo una seconda proposta: quella d’invitare i maggiori esperti internazionali del settore a tenere un ciclo di conferenze sulle metodiche più avanzate per meglio tollerare la detenzione, dall’ipnosi alla meditazione trascendentale, senza alcuna preclusione (ricorda la signora Ministra la scena relativa di Arancia meccanica?) e raccogliere poi i risultati in un volume da diffondere presso gli istituti di pena di tutto il mondo.
Attualmente ho constatato che l’unica tecnica ampiamente attuata consiste nell’uso generoso di psicofarmaci, sconfinante nell’abuso, che trasforma i detenuti in pallidi ectoplasmi, in automi, molto spesso in marionette impazzite.
Non mi dilungo, gentile signora, ma sarei onorato di un Suo riscontro.
Tutti coloro che hanno avuto il privilegio di nascere all’ombra del Vesuvio hanno il cuore generoso.
Non deluda il grido disperato che Le arriva dagli ultimi degli ultimi.
Roma, 11 gennaio 2012
Raccomandata
Al Ministro della Giustizia
Prof. Avv. Paola Severino
Palazzo Piacentini
Via Arenula, 70
Roma 
Achille della Ragione
Carcere di Rebibbia
Via Majetti, 70  Roma

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Aprile 2013 17:52