Modena: Imprese. Allarme tessile, Leoni: provvedimento UE esenta Pakistan da dazi, rischio ingenti danni per comparto nazionale e modenese Visto che “l’Unione Europea ha inserito il Pakistan nel sistema generalizzato delle preferenze per consentire alle fabbriche del paese, nelle quali le condizioni di lavoro sono ancora disumane, di vendere prodotti sul mercato europeo senza pagare dazi doganali, o pagandoli in misura molto ridotta”, la Regione Emilia-Romagna dovrebbe “sensibilizzare il Governo nazionale ad intervenire presso la Ue in ordine a questo provvedimento, che potrebbe creare problemi di carattere occupazionale”, dal momento che “può creare gravi danni a tutto il settore del tessile e moda non solo in Italia ma in particolare a Modena, dove, notoriamente, è un segmento molto importante del sistema produttivo del settore”.
A lanciare l’allarme è il Consigliere Andrea Leoni, in una interrogazione alla Giunta in cui sottolinea come “tale provvedimento potrebbe costare 100.000 posti di lavoro a livello europeo, 40.000 dei quali solo Italia”. Questo proprio quando “le imprese italiane del settore tessile-abbigliamento attendono dall'Europa una concreta tutela del marchio 'Made in Italy'”. Il consigliere rimarca inoltre come difficilmente “il provvedimento di cui sopra può essere utile all'emancipazione di determinati paesi, che attuano ancora politiche di sfruttamento della persona senza alcuna remora di carattere etico e morale”. Di seguito l'interrogazione presentata alla Regione Emilia Romagna Bologna, 10 gennaio 2014 Comunicato stampa 10 gennaio 2014
Al Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Il sottoscritto Andrea Leoni, Consigliere regionale, premesso che l’Unione Europea ha prorogato fino al 2017 un “trattamento di favore” riservato al Pakistan per quanto attiene i prodotti tessili;
considerato - che l’UE ha infatti inserito il Pakistan nel c.d. “sistema generalizzato delle preferenze” per consentire alle fabbriche del Paese, nelle quali le condizioni di lavoro sono ancora disumane, di vendere prodotti sul mercato europeo senza pagare dazi doganali, o pagandoli in misura molto ridotta; - che tale provvedimento potrebbe costare 100.000 posti di lavoro a livello europeo, 40.000 dei quali solo Italia;
atteso - che tale corsia preferenziale consente che 75 prodotti provenienti dal Pakistan per il 70% abbiano un dazio doganale molto basso ed un 20% senza alcun dazio quando però il dazio pagato dalle aziende europee in Pakistan rimarrà lo stesso ossia il 25%; - inoltre che il Pakistan è il quindicesimo fornitore dell’Italia dell’industria tessile e moda e quindi un competitor già forte per il mercato interno;
valutato - che questa situazione rischia di creare ingenti danni a tutto il settore tessile e moda che ha una forte e radicata presenza nella provincia di Modena; - che le imprese italiane del settore tessile-abbigliamento attendono dall'Europa una concreta tutela del marchio 'Made in Italy' ed invece si troveranno a fronteggiare un'ulteriore ostacolo; INTERROGA la Giunta regionale dell’Emilia Romagna per sapere: 1) se non si ritenga che il provvedimento assunto dall'UE possa creare gravi danni a tutto il settore del tessile e moda non solo in Italia ma in particolare a Modena, dove è, notoriamente, un segmento molto importante del sistema produttivo del settore; 2) se non ritenga opportuno sensibilizzare il Governo nazionale ad intervenire presso la UE in ordine a questo provvedimento, che potrebbe creare problemi di carattere occupazionale in Italia, oltre che in Europa; 3) se ritenga che il provvedimento di cui sopra possa essere utile all'emancipazione di determinati Paesi, che attuano ancora politiche di sfruttamento della persona senza alcuna remora di carattere etico e morale, e come valuti l'atteggiamento della UE che ritiene di farsi carico anche di questo aspetto prevedendo corsie preferenziali che servono solo ad arricchire chi dello sfruttamento della persona ha fatto il proprio ‘marchio di fabbrica’. Andrea Leoni
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